"Non v'è amore per la vita senza disperazione di vivere." (da Il rovescio ed il diritto di A.Camus)
Quanto in basso devo cadere? Quand'è che la pala con la quale continuo a scavare toccherà qualcosa di così duro da non poter essere rotto? Quanta infinità contiene la spirale nella quale sono caduto? Camus mi pare dicesse anche altre cose, riguardo la vita, la morte e il volersi veramente bene... non ho così tante energie per ricordare ora... Freddo e sorrisi malevoli, solo questo mi viene in mente ora. Lo stesso freddo intenso che provo nella mia testa ora lo provo sul mio corpo... è proprio brutta come sensazione... vuoto, vuoto spinto, oltre il limite consentito: ho cercato di dare così tanto che non mi sono accorto di svuotarmi piano piano... ora mi fermo un attimo e so che mi riempirò di nuovo, perchè mi ricarico come una batteria attaccata al motore: la fatica è tutta nel partire, nel mio caso invece è tutta nel fermarsi, nell'abbassare i toni come dice lei, oppure nel non pensare con la testa degli altri come dice ancora un'altra lei...
Sono semplicemente confuso, inebriato, ubriaco, da questa vita che passa alla fine nel migliore dei modi possibili... ma allora perchè mi scendono le lacrime?
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