"Alcune persone sono incapaci di cogliere l'essenza della vita e il soffio intrinseco in ciò che contemplano, e passano la loro esistenza a discutere sugli uomini come si trattasse di automi, e sulle cose come se fossero prive di anima e si esaurissero in ciò che di esse si può dire, sulla base di ispirazioni soggettive." (da L'eleganza del riccio di M.Barbery)
Certe volte la mente non riesce proprio a fermarsi e allora un pensiero terribile si fa strada fra gli altri: quanto vale tutto quello su cui rifletto? Quanto valgono le mille e mille domande che mi pongo e le altre mille risposte che mi do, se poi in fin dei conti, alla fine del gioco potrei dire, non mi permettono di vivere meglio? E' giusto, lo so, che vale la pena di porsi la domanda di cosa voglia dire vivere bene, ma il problema è che una volta che ci diamo una risposta, qualsiasi essa sia, allora dobbiamo percorrere la strada fino in fondo e non fermarci ad ogni angolo e incrocio con altre strade (perchè non dobbiamo pensare di essere gli unici a muoverci!) e aver paura, e per paura far finta di riflettere di nuovo. Perchè altrimenti non andiamo da nessuna parte: può far rabbrividire forse ma la vita non è nient'altro che attesa della morte. Nulla di più. Nulla di meno. Cosa preferirei aver fatto ora se sapessi di morire all'istante ora+1? Mi faccio questa domanda ogni secondo e nel rispondermi mi prendo tutte le mie responsabilità. E' il rischio. E' la bellezza. E' il gioco.
"Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono." (da L'eleganza del riccio di M.Barbery)
Nessun commento:
Posta un commento