mercoledì, novembre 12, 2008

Celebrare... un concerto!

Il luogo è chiuso, stretto ma alto, fatto di cemento e scheletri di metallo, squadrato, poco poetico, sicuramente non romantico, eppure... quando da quella piccola porticina, preceduta da un coro di attesa, entra una donna minuta, affascinante e totalmente distrutta da chissà cosa, tutto cambia. E' una magia che da inizio ad un vero e proprio rito: quello del concerto.



"È una donna e perciò vede la vita come non la vediamo noi, e certe volte ci insegna a guardarla; comprende sfumature, percepisce sottigliezze che i nostri sensi non registrano; sa trovare nel vocabolario quell'aggettivo che a contatto con un sostantivo crea imprevedibili effetti. Se è vero che la donna è il complemento spirituale dell'uomo, essa vede l'altra faccia della verità." (parole di Dino Segre)

Mentre cantavo circondato da tanti altri, con lei vicino e Carmen a 3 metri da me, mi sono ritrovato a pensare un fatto stupido ma vero: era il primo concerto di un'artista donna che io ascoltavo. E ne sentivo tutta la sensualità, la sensibilità, la forza interiore del sesso fisicamente debole, mentre un mondo diverso si dipingeva davanti ai miei occhi e intorno alle mie orecchie, scolpito nella mente da parole non mie che a poco a poco lo diventavano... ferite avvelenate e ignorate, doni mai fatti, freddo che avvolge nella solitudine di ogni vita, eppure forza ed energia che ci spinge ad andare avanti. Perchè? Ed è questa la grandezza di Carmen: non c'è un perchè, c'è solo il fatto di questa vita, direi fottuta, misera, disperata, ma maledettamente bella. Niente perchè, solo un fatto.
E allora baciami ancora Giuda... baciami...

Giuda baciami ancora
finché avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
finché avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
Finché avrai fiato e vita
fino alla ricompensa

(parole di Carmen Consoli)

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