Ieri ho visto una lunga colonna di carne giovane: manifestazione l'hanno chiamata in televisione, urlo di vita la chiamo io. Non ho combattuto guerre, non ho combattuto per nessun ideale in vita mia e non penso che inizierò a farlo. Ma ieri, mentre tornavo indietro da solo, sono passato accanto ad un ragazzo e non ho potuto fare nient'altro che vedere il mio corpo che agiva e con esso una semplice parola che veniva pronunciata da me, senza volere. La mia mano lenta e amica sulla spalla di un giovane sconosciuto bloccato lì da chissà quante ore e la mia voce indirizzata ai suoi occhi dubbiosi: "Grazie" e poi nient'altro da dire, da fare, da sperare.
Grazie, ancora, anche se infilarci le penne nel culo non fa di noi una gallina (è vero Tyler?).
"Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d'un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie." (tratto da Fight Club)
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