martedì, ottobre 07, 2008

il problema principale

Ogni cosa è frutto della comunicazione: il mondo pare non esistere se non nel momento in cui parliamo di esso, allora, in quel preciso istante, incomincia la sua esistenza e in quello stesso istante termina... la parola, il linguaggio, la comunicazione non sono solo i principali mezzi che utilizziamo per comprendere il mondo, ma in pratica sono anche i mezzi con il quale lo plasmiamo, diamo forma alle "cose" e costruiamo quella che tutti definiscono Realtà... e quando le parole non bastano più per plasmare quello che c'è dentro e fuori di noi?
Allora cadiamo nei problemi intrensechi alla comunicazione stessa: pensiamo che il linguaggio sia collegato alla realtà, ma è la realtà ad essere collegata al linguaggio. Se una persona la chiamo amico, fratello o conoscente, non sto forse con la scelta di uno dei termini definendo una realtà che non esiste se non nella parola scelta? Forse quella persona è semplicemente... quella persona, e niente più!
Mentre tento, forse inutilmente, sicuramente con difficoltà, di togliermi fastidiose etichette che non voglio e di togliere da altri etichette che io non ho messo, mi chiedo: ma una rosa non sarebbe ugualmente bella anche se fosse chiamata carciofo?
Bentornata Aria. Posso ancora respirare un po' prima di tornare in apnea. Grazie.

"Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all'utero della propria madre." (parole di Italo Calvino)

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