Sono tutto. Siamo tutto. Ogni persona è interconnessa alle altre, da questo non si può prescindere se si vuole raggiungere la felicità. Ho trovato una mia definizione di questo fuggevole concetto: accettazione del dualismo della propria anima. Per accettazione intendo "agire con volontà" per vivere quello che si è, ovvero un uomo con le sue luci e le sue ombre. Ho paura della solitudine eppure la amo come niente al mondo: questo sono e non ci posso fare nulla.
Siamo tutto, sono tutto. Due corpi che si sfiorano, oppure braccia che si stringono, mani che tranquillizzano, spalla su cui piangere, sacco da picchiare. Sono tutto, siamo tutto. La Volontà è questa. Basta, per uno, forse per due. Almeno ora è così.
"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!" (tratto da Fight Club)
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