Il larp che ho giocato in Svezia (il Dragonbane appunto), dal 28 luglio al 3 agosto, è stata un'esperienza fantastica, che mi ha molto impressionato e sicuramente mi ha toccato nel profondo.Molte sono le cose da dire, ma su molte di esse devo meditare bene prima di poterle esprimere al meglio: l'esperienza è stata così intima e diretta da essere di difficile trasposizione letteraria.
La prima cosa che colpisce del larp è sicuramente la durata: 5 giorni di gioco continuo più 2 giorni per ambientarsi nel villaggio di Cynderhill... un bel po' di tempo fuori dal mondo, immerso realmente, intendo fisicamente ma soprattutto mentalmente, nelle terre fantastiche dove sorgeva il nostro villaggio. Una tale durata mi ha permesso di godermi di più il mio personaggio, potendo viverne tutti gli aspetti, dai più intimi fino ad ogni relazione sociale all'interno del villaggio stesso: questo non è certo possibile in un larp di poche ore, dove le interazioni esterne sono finalizzate ad una ben precisa storia e dove l'intimità del proprio personaggio non viene mai affrontata fino in fondo.
Ma la cosa veramente unica di questo larp è che non saprò mai se le storie che ho sentito e gli eventi che mi hanno raccontato fossero veri o no... proprio come nella realtà...
(continua)
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