domenica, agosto 27, 2006

Luci a nord

Occorreva premunirsi prima della partenza in Svezia: nel caso durante il live il mio personaggio fosse stato ucciso, cosa avrei fatto per tutto il tempo nel campo base fuori gioco? E' così ero alla ricerca di un libro da portarmi appresso, un libro carino, leggero e che fosse abbastanza vario da non mandarmi in noia troppo presto. Decisi quindi di acquistare un libro di racconti, un'antologia di autori diversi, in modo da evitare la noai durante la lettura: sapete com'è, quando beccate un libro che non vi piace, no?
Il caso (o il destino, fate voi) ha voluto che mi imbattessi in un'antologia nordica, (Nordic Light della Mondadori), di giovani autori, danesi, norvegesi e svedesi: scopo della raccolta è quello di avvicinare a una letteratura europea, ben poco conosciuta in Europa, a causa delle difficoltà linguistica, e allo stesso tempo di guidare il lettore all'interno del disagio giovanile nordico... wow! Perchè non comprarlo?
Mi sono poi ritrovato travolto da eventi che bene o male sono narrati in questo blog e non ho avuto la fortuna e l'occasione di leggere il libro in Svezia, ma l'ho letteralmente divorato al mio ritorno dal nord... che dire: stando in quel paese così lontano emotivamente dall'Europa mi ero accorto che il mondo per loro doveva apparire diverso e diversamente lo dovevano pure vivere.
Per me è trattato di vivere in un universo perfetto, dove tutto scorreva a un ritmo calmo, preciso, scandito da un grande orologio invisibile: ogni membro di quella comunità all'apparenza costituiva ai miei occhi un ingranaggio perfettamente intergrato con il resto... era affascinante da osservare, ma forse lo era solo dall'esterno? Il libro mi fa pensare di sì: il disagio espresso all'interno, la tristezza e la brutalità che emergono da quelle pagine, mi fanno pensare che la perfezione del meccanismo nordico sia bello solo per chi non ne costituisce una parte... sono contento di aver letto il libro dopo essere stato in Svezia, perchè ne è potuta nascere una riflessione più genuina.
Stupendo il racconto di un giovane trentenne svedese che scorre contemporaneamente su tre livelli temporali differenti, che alcune volte si mischiano in stile hiphop: difficile da seguire, ma sicuramente d'effetto.
Stranamente rimane fuori dai giochi la misteriosa Finlandia: il popolo finnico mi incuriosisce sempre più e credo che ben presto lo andrò a trovare nella sua dimora, fredda e lontanta...

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