"Come si può continuare a vivere con le mani vuote quando prima stringevano l'intera speranza del mondo? Come venirne fuori? Fare un contratto con la propria solitudine, no? Mettersi d'accordo con la vita. Darsi delle ragioni, scegliersi un'esistenza tranquilla, consolarsi. Non è per Caligola" (da Caligola di A.Camus)
Mentre tutto mi scivola fra le mani come sabbia, mi rendo conto di non aver mai avuto nulla di reale fra di esse: il vento basta da solo a sbriciolare quelle che evidentemente non sono certezze ma solo insicurezze essiccate... Non è possibile resistere in queste condizioni, non c'è modo di andare avanti e neanche di tornare indietro... Non c'è movimento in questo caos. C'è solo ferma confusione: sembra di muoversi, ma in realtà non si fa proprio nulla. Si sta immobili, guardandosi intorno come ebeti, ridendo di stupidità e piangendo di idiozie. Aspettando il falso movimento delle ferie. Aspettando il falso significato dei weekend. Aspettando e aspettando, nient'altro che il futuro amico ma falso che scacci il presente odioso ma sincero. Nessun gesto ha molto significato ma forse per questo dovrei piegarmi e fare quello che tutti fanno? Non ne vedo il motivo se non per questioni di energia: ma tanto vale bruciare prima, in fretta, saltando come vivo fuoco, che consumarsi lentamente nella cenere. Non lo so: è solo una delle tante possibilità, forse ognuna inutile, forse ognuna uguale.
"Non c'è nessun cielo, Cesonia" (da Caligola di A.Camus)
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