martedì, giugno 17, 2008

(in)felicità elemosinata? no, grazie.

"Non saremo mai contenti finché continueremo a cercare in cosa consiste la felicità, così non potremo mai vivere la vita cercandone il significato." (parole di Albert Camus)

Ed eccomi che mi sveglio anche questa mattina: giuro che avrei voluto che non fosse accaduto. Avrei preferito ritrovarmi per sempre bloccato nel gioco doloroso e eterno del sogno senza fine: prigioniero privilegiato, almeno lì protagonista sfortunato di qualcosa... qui non ho niente.
Il mare non è più in tempesta, non è più quieto: non so come è lì fuori, perchè ormai sono sotto l'acqua... mi rendo conto che sto affogando, ma mi lascio semplicemente e dolcemente andare nel mare buio... senza più lottare: le forze non sono qui in questo mondo che vanno usate, ma là dove gli spiriti mi comprendono, giocano con me e hanno qualcosa da darmi.
Dolcemente mi culla il niente: niente felicità, niente rabbia, niente tristezza, niente amore. Vuoto, finalmente, nella solitudine: a Friedrich che dice "per chi è molto solo, il rumore è già una consolazione", rispondo che ormai sono sordo. Amen.

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