"Chiamate l'errore come volete, purché lo riconosciate per quello che è." (parole di Donald Nicholl)
E' dura svegliarsi la mattina e sapere di non essere l'uomo che si vorrebbe: è davvero dura, soprattutto se si è giunti a questa ineluttabile verità facendo soffrire chi si ha accanto, deludendo chi persevera nel credere in te... mi viene da vomitare e da piangere al tempo stesso, eppure non posso che prendere atto che non si cambia più di tanto nella propria vita, ma il massimo che si può fare è prendere atto di quello che si è: uomini.
A volte vorrei smettere di esserlo e diventare qualcosa di diverso: un cane o un fiore, o meglio ancora una leggera brezza che accarezza gli altri, senza poter essere presa e donandosi senza poter avere nulla indietro, per sua natura e non per sua scelta. Ma non posso: sono un uomo e non l'uomo che vorrei essere. Solo un uomo perso nel mare, senza più approdi, senza più boe che mi possano salvare: sono solo in questo mare? Forse sì, forse no: non è questo l'importante. Avevo fatto una tacita promessa e l'ho infranta: il colpo è stato duro e non lo è stato solo per me. D'altronde non si può pretendere che nel mare un'onda non si propaghi: è un dato di fatto e il mondo è solo questo, un insieme di fatti. Nulla più, laddove si vuole arrivare con la testa e con le mani. Altro è il dominio del cuore e il dominio della mente... ma sono ancora lontano da lì... il Cammino per ora mi ha messo davanti solo il più duro e infrangibile degli Specchi: quello della Verità. Mi ci sono visto riflesso e non si sono piaciuto per niente: anche questo è solo un dato di fatto. Nulla più. Lo supero dopo aver preso i giusti appunti e continuo a nuotare.
Tu fai lo stesso, perchè:
"Il più stupido di tutti gli errori si ha quando delle teste giovani e buone credono di perdere la loro originalità riconoscendo il vero che è già stato riconosciuto da altri." (parole di Johann W. Göethe)
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