"Così dissero; e la veneranda fra le dee rispose con queste parole:
Care figlie, chiunque voi siate tra le donne,
io vi saluto, e a voi risponderò;
certo, è giusto che alle vostre domande io risponda la verità.
Dono è il mio nome:
così infatti mi chiamò la madre veneranda;
e ora da Creta, sull'ampia superficie del mare,
sono venuta senza volerlo: con la violenza e la costrizione,
contro il mio desiderio, i pirati mi portarono via.
Essi poi con la nave veloce approdarono a Torico,
dove le donne scesero a terra tutte insieme,
ed essi preparavano il pasto presso gli ormeggi della nave.
Ma il mio cuore non desiderava il cibo dolce come il miele:
e nascostamente avviandomi attraverso il cupo entroterra
fuggivo i miei tracotanti padroni,
perché essi non traessero guadagno da me,
vendendomi senza avermi comprata.
In tal modo, vagando, sono giunta fin quì,
e non so affatto quale paese sia questo, e chi vi abiti"
(Inno Omerico)
E così ho un nuovo viaggiatore del dharma vicino a me che mi ha mostrato che ogni rito è per sé ma anche per gli altri... Grazie, da parte dell'uomo e da parte dello spirito.
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