mercoledì, giugno 23, 2010

quale sarà la mano

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera


Mi sento così a volte... no, non che mastico e sputo... mi sento proprio la cera che viene masticata da una bocca serrata e famelica, che senza pietà mi sputa e poi mi riprende...

mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle

quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena


Capita che una carezza non sperata e non cercata, arrivi quando meno te l'aspetti e ti dia un fremito che non ti aspettavi... una mano nella propria... una abbraccio cieco... un calore che viene da fuori ed entra fin dentro... fin dentro cosa? Dove va a finire questo calore? Cosa riscalda? E dove scompare?

un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
e se lo sa mio padre
dovrò cambiar paese
se mio padre lo sa
mi imbarcherò sul mare


Il desiderio latente, anche se urla forte... il desiderio che esplode di imbarcarsi, lasciare una terra nota e andare chissà dove, senza un motivo e senza fretta... con la testa spensierata, il cuore leggero... leggerezza è la sensazione cercata, leggerezza è la parola santa, leggerezza è uno stato globale, di spirito e corpo, di fuoco e di terra...

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera

mastica e sputa
prima che faccia neve
stanotte è venuta l'ombra
l'ombra che mi fa il verso


Viviamo con l'idea che ci sia qualcuno accanto a noi e allora come pazzi lo cerchiamo: siamo completamente presi dalla ricerca spasmodica di un completamento che ci pare lontano, impossibile, ideale e fantasioso... e invece l'unica compagna con la quale dobbiamo ricongiungerci è la nostra ombra, solo lei... una metà perduta che ci segue paziente: perchè tanto da lei non si può scappare e prima o poi ci sarà un giorno in cui allo specchio vedremo solo la nostra ombra e non più quel falso viso che mostriamo al mondo...

le ho mostrato il coltello
e la mia maschera di gelso
e se lo sa mio padre
mi metterò in cammino
se mio padre lo sa
mi imbarcherò lontano


Certe volte vorrei strapparmela di dosso questa maschera, fatta di sorrisi stupidi, di battute simpatiche, di frasi mai dette e di desideri ormai spenti... vorrei buttarla via e mostrare la follia dell'assurdo, il grido sordo del muto, lo sguardo sanguinante del cieco... vorrei...

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera

mastica e sputa
prima che metta neve
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena

un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
luce luce lontana
che si accende e si spegne


Ma alla fine è questo l'effetto di svegliarsi stanchi, con De Andrè nella testa e un'idea antica che rimbalza, aiutata da sensazioni passate che tornano, dalla mente che non è lucida e dal cuore che ha paura...

quale sarà la mano
che illumina le stelle
mastica e sputa
prima che venga neve


Alla fine è solo sonno, popolato di sogni, circondato da incubo... è solo sonno, che non passa e rimane lì e si sedimenta, si stratifica, si accumula... e non va via, se non portandosi dietro tutto quello a cui è attaccato...

(parole e musica grazie a De Andrè)

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