Ormai è 3 il mio limite. Oltre quel numero scatta un meccanismo di protezione e alienazione: più di 3 persone intorno a me, sono già folla e allora vorrei già essere altrove, vorrei già essere invisibile, vorrei scappare, nascondermi, scavare, fuggire, correre, saltare via. Vorrei scomparire.
"È la folla come fallo, è l'errore di massa. Non l'erranza. È finita quell'erranza, il nomadismo, il pensiero. Dove c'è qualità si muore. Si tocca il filo rosso. Crepi. È cortocircuito" (parole di Carmelo Bene)
Chissà quale cortocircuito scatta in me al superamento di quel numero di anime intorno... vorrei tanto saperlo, perchè il meccanismo so che non è sano, so che non è un bene... ma non ne capisco l'origine, il quando e il come, e ancora meno ne colgo il perchè...
"All'albatro gli è venuta pena, pena e rabbia per questa nostra eterna condizione di condannati a non capirci mai al momento giusto. Condannati a darci sempre appuntamenti mancati" (parole di Jack Folla)
Ne ho mancati tanti, per noia e per paura. Ne ho mancati davvero troppi forse di appuntamenti: mi sento come il pazzo delle fermate... non lo conoscete? a Roma non c'è? E' quell'uomo apparentemente normale, che sta alle fermate degli autobus, aspetta e aspetta, ma non sale mai su nessun autobus... la sua è un'eterna attesa di solitudine...
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