mercoledì, giugno 30, 2010

castello di sabbia

"L'anarchico è quell'individuo che esprime un'insofferenza esistenziale contro ogni forma di autorità, che lotta contro il potere prima di tutto perché esso lo opprime direttamente" (parole di Emil Armand)

C'è una spinta distruttiva dentro di me, non c'è niente da fare: un desiderio, un'esigenza, una passione vera e bruciante, per distruggere tutto dopo che ho costruito qualcosa... E' come quando da piccoli facevamo i castelli di sabbia: i bambini, le persone, si dividono in due categorie. Quelli che si mettono seduti a guardare, a contemplare e a gioire dei castelli appena fatti, aspettando che il vento, il mare o il primo stronzetto di passaggio (o chissà un pallone volato da chissà dove) li distrugga. E quelli invece, come me, che avevano un unico scopo nel fare il castello di sabbia: poterlo distruggere subito dopo, con immenso piacere e godimento. Saltare con frenesia, rabbia e gioia su quello che si era costruito, incuranti della fatica fatta, incurante del vuoto che ne seguirà, presi da un'estasi quasi dionisiaca derivante dalla distruzione intesa come spinta al cambiamento... mi sento così... sono al limite... intorno a me ci sono castelli di sabbia quasi finiti, costruiti con fatica e sudore, impastati con sofferenza e gioia. Alcuni meravigliosi, altri funzionali, forse alcuni usciti pure male: li sto finendo e già sento l'istinto che nasce da dentro. L'istinto a distruggerli perchè alla fine ho paura a vederli erosi dal tempo, dall'aria, dai vandali e dalle onde impietose. Perchè alla fine, per quanto mi sia impegnato, per quanto vi siate impegnati, è tutto solo e semplicemente un castello di sabbia.

"Distruggete tutto ciò in cui avete creduto finora, buttate a mare tutto ciò che fino ad ieri rappresentava il basamento della vostra vita: vi sembrava granito e non era che pietra pomice, vi sembrava eterno ed è invece friabile e inutile" (parole di Herbert Marcuse)

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