"Nel campo delle reti logiche e dell'algebra booleana le condizioni di indifferenza (don't care, in inglese) sono delle configurazioni degli ingressi di una rete (o funzione) che per un qualche motivo possono venire ignorati. Ciò solitamente avviene quando gli ingressi della rete in questione sono filtrati da un circuito più a monte che per costruzione non restituirà mai il valore di indifferenza. In tal caso si dice che la condizione non è osservabile. Se invece ad essere filtrata è l'uscita del circuito, può avvenire che qualora si presentasse la condizione di indifferenza in input, l'output sarebbe ignorato dal resto del sistema. In questo caso si definisce non misurabile" (definizione di "Condizione di indifferenza" in Wikipedia)
E' così che viviamo: siamo circuiti in perenne condizione di indifferenza. Non ci smuove nulla, nulla ci distoglie dall'attenzione che abbiamo sempre centrata su noi stessi. Chiediamo decine di volte le stesse cose alle persone, incuranti delle loro risposte che subito dopo dimentichiamo. Chiediamo alle persone come stanno e alla fine che esse dicano bene o male, la nostra reazione cambia di poco. Camminiamo per strada senza curarci di incrociamo, dritti per la nostra strada, senza deviare mai, senza mai sentire la posizione degli altri nel mondo: perchè alla fine il mondo lo pensiamo tutto nostro. Non indossiamo nessuna maschera: siamo tutto e niente, nessuna posizione che valga la pena di mantenere, nessuna idea per la quale siamo pronti ad andare fino in fondo. Professiamo e smentiamo al tempo stesso il grigio razionalismo nel quale siamo sprofondati: sogniamo un mondo e agiamo per farne un altro. Non ci muoviamo, non ci evolviamo, non cambiamo. Siamo totalmente indifferenti alla vita, questa è la verità del nostro mondo.
"Preferisco gli errori dell'entusiasmo all'indifferenza del discernimento" (parole di Anatole France)
Nessun commento:
Posta un commento