lunedì, maggio 18, 2009

Piacere, Lapo...

"Piacere, Lapo."
Un ragazzo sulla trentina, forse, sicuramente, qualcosa di meno: magro, con una leggera pancetta da bevitore (confermata poi durante la serata), jeans dal risvolto perfetto con sotto delle scamosciate (un esperto avrebbe riconosciuto un paio di scarpe da almeno 200 euro... io l'ho dedotto) e sopra una magliettina mezze maniche, color sabbia, con una scritta in inglese (citazione che non conosco e non ho individuato) che più o meno recitava così: "la vita è fatta di attimi: se non ti fermi per un po' ti lasci sfuggire quello giusto".
Il ragazzo ha avuto sempre, per tutta la sera, in mano una birra e una sigaretta: il suo pomo d'adamo pronunciato e il collo lungo gli concedeva un'aria quasi da pollastro. Non aveva accenti particolari, il che tradiva l'aver lavorato all'estero per molto tempo e, prima ancora, aver girato parecchio in Italia. Comunque, mi trovavo davanti ad un Insead classe 2007, il fiorfiore della financial consulting italiano, il gotha del rampantismo del nuovo millennio, probabilmente, ahimé, la nuova classe dirigente del futuro (non tanto remoto).
Il ragazzo era piuttosto anonimo, ma mostrava, ostentava sicurezza, di quella vera però: nel tentativo di sembrare gentile o comunque di considerarmi almeno in virtù dello spazio occupato accanto a lui, si voltava verso di me quando faceva una qualche battuta. Le più triviali me le dedicava con lo sguardo, le più argute erano dirette invece agli altri, a quelli come lui: un piccolo gruppo di pompelmi, mezzi spremuti da una vita di inutile ma remunerativo stress, tra i quali c'era il mio povero fratello pompelo... Non ricordo molto altro della serata, se non la costante domanda che mi facevo: "ma il mio compadre pompelmo come fa ad essere anche mio amico?" e la grande stanchezza che aveva addosso.
Ultima cosa, quasi dimentico: Lapo ha perso il suo lavoro di consulente finanziario (probabilmente c'è un nome più cool per dirlo) ma non so perchè non mi dispiace affatto.

"Fate soldi, se potete in maniera onesta, se no comunque" (parole di Orazio)

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