TIRESIA: Tu: che contro mia voglia a dir m'hai spinto.
ÈDIPO: Che mai? Vo' meglio apprenderlo. Ripetilo!
TIRESIA: Che mi cimenti a dir? Non hai compreso?
ÈDIPO: Non tanto ch'io creda sapere. Parla!
TIRESIA: Dico che tu sei l'uccisor che cerchi.
ÈDIPO: L'oltraggio addoppi? Ah, non ti farà pro'!
TIRESIA: Vuoi sdegnarti ancor piú? Ti dico il resto?
ÈDIPO: Fin che tu vuoi: saran parole al vento!
TIRESIA: Coi tuoi piú cari in turpe intimità
vivi, e nol sai: né il male ove sei scorgi.
ÈDIPO: Pensi ancora insultarmi, e andarne lieto?
TIRESIA: Certo: se pure ha qualche forza il vero.
ÈDIPO: Sí, l'ha; ma non per te: tu ne sei privo:
cieco di mente sei, d'occhi e d'orecchi.
TIRESIA: Misero te, che a me rinfacci quanto
presto ciascuno a te rinfaccerà!
ÈDIPO: Tutta una notte è la tua vita: e me
danneggiare non puoi, né alcun veggente.
TIRESIA: Fato non è che per mia man tu cada:
Apollo basta, ch'à di ciò pensiero.
ÈDIPO: È di Creonte questa trama, o tua?
TIRESIA: Non Creonte: sei tu la tua rovina!
(da Edipo Re di Sofocle trad. di E.Romagnoli)
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