giovedì, settembre 11, 2008

il Pasto degli Indovini

Salvia divinorum (trad.= la Salvia dei veggenti) appartiene alla famiglia delle Labiate, insieme alla menta e alla comune Salvia officinalis , la salvia da cucina. E’ compresa nel subgenere Calosfacee (cioè le Salvie scoperte nel Nuovo Mondo) in cui vengono descritte più di 500 altre specie. E’ un’erbacea perenne, raggiunge i 2 metri di altezza (anche 3 se si contano anche le spighe fiorali) ed è riconoscibile, tra l’altro, per il suo tipico fusto squadrato con margini alati e per lo stelo vuoto e succulento.
Di solito ricade al suolo dopo aver raggiunto una certa altezza , ma ha la proprietà di radicare facilmente, soprattutto in prossimità dei nodi, a contatto del terreno umido. I rami secondari si sviluppano a partire da questi nodi. Le foglie sono opposte, di forma ellittica od ovale, lunghe sino a 25 o 30 centimetri e larghe anche più di 10 cm. , con la superficie della pagina superiore punteggiata da una peluria vellutata, mente la pagina inferiore è glabra.
La salvia divinorum fiorisce producendo infiorescenze a racemo semplice ed eretto quando le giornate diventano corte e continua a fiorire sino ad aprile. Queste infiorescenze sono lunghe 30-40 cm., hanno internodi da 2 a 4 cm e la rachide da irsuta a glabra ; le infiorescenze parziali portano 3 - 6 , massimo 12 fiori.
La salvia divinorum è utilizzata come inebriante sciamanico dagli Indiani Mazatechi dello stato di Oaxaca, Mexico. Essi si riferiscono a questa pianta usando diversi nomi: ska Marìa Pastora (foglie di Maria Pastora), hierba (yerba) Marìa, hojas de la Pastora, la Hembra (la femmina), la Marìa, hoyas de la Virgen (foglie della Vergine).

Illuminazione è la Percezione dell’Universo

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