venerdì, luglio 18, 2008

Longa manus

Ci sono più cose nella vita di ogni uomo di quante ne ammettano le nostre teorie su di essa. Tutti presto o tardi abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. Alcuni di noi questo “qualcosa” lo ricordano come un momento preciso dell’infanzia, quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione: ecco quello che devo fare, ecco quello che devo avere. Ecco chi sono ... O forse la chiamata non è stata così vivida, così netta, ma più simile a piccole spinte verso un determinato approdo, mentre ci lasciavamo galleggiare nella corrente pensando ad altro. Retrospettivamente, sentiamo che era la mano del destino.(da Il Codice dell'Anima di J.Hillman)

Non ho mai pensato che il Destino potesse esistere, non ho mai pensato che ci muovessimo lungo un percorso predefinito, che è poi l'immagine che tutti noi abbiamo quando confrontiamo il fato con il libero arbitrio... non lo penso neanche ora, che credo però fermamente al fatto che esiste il Destino, il "qualcosa" che ci cambia la vita, quel punto zero che rappresenta non solo la svolta ma anche il binario della propria esistenza: penso che anche una volta che ci accorgiamo di questo binario, percorrerlo è pura Volontà. Il Caso agisce prima, nei modi e nei tempi di incontro e di "scambio", ma poi siamo noi che ci mettiamo il combustibile. E' tutta questione di volontà: la longa manus della Volontà.
Mi attende un we importante, punto di svolta, di rottura, di recupero di qualcosa che ho perso (e che non voglio più perdere) per gran parte della mia vita: la tranquillità.
Sereno percorro il mio binario, per un po' di timore per l'alta velocità, ma cosciente che un'unica cosa differenzia la vita dalla locomotiva, ovvero la retromarcia: non si torna indietro. Amen.

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