Ieri sera il viaggio che normalmente compio solo e in silenzio è stato piacevolmente occupato dalle chiacchiere con una vecchia amica, che ha svelato cose di lei che non sapevo... e che sincronicamente mi riguardavano molto da vicino. All'inizio dell'interessante discussione, si è definita "donna lisergica" e poi mi ha inondato con le sue esperienze, in numero maggiori delle mie, e le sue riflessioni nate da a seguito dei trip. Catturato dai suoi racconti, ai quali poi ho aggiunto i miei (pochi per la verità) mi sono però dimenticato di chiederle cosa intendesse con quel termine che da questa mattina continua a rimbalzarmi in testa: "donna lisergica", cosa sta a significare? Non so dare una risposta o, meglio, in testa se ne affollano fin troppe e di nuovo ho la sensazione che la mia vita sia a metà fra due realtà, uno alla quale sfuggo e una che inseguo con tutte le energie e che forse ho raggiunto dopo molti sforzi: ma a questo punto il mio problema diventa (o diventerebbe) un altro. Si può vivere a metà?
"Un uomo va alla conoscenza come va alla guerra, con gli occhi aperti, paura, rispetto e assoluta fiducia. Andare alla conoscenza o andare alla guerra in ogni altro modo è un errore, e chiunque faccia questo tornerà sui suoi passi." (Gli insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda)
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