mercoledì, ottobre 24, 2007

Cui prodest? Cui bono?

Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto una risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure toccati. (Tractatus logico-philosophicus di
Wittgenstein)


Mi continuo a chiedere perchè riflettere e arrovellare la propria esistenza con pensieri che non si srà mai in grado di esprimere agli altri? Perchè domandarsi e rispondersi, se poi la realtà non è affatto comprensibile nel momento in cui diventa parola? A cui giova tutto questo? A se stessi, mi potrei rispondere, ma non è vero: la realtà vale nel momento dell'esperienza e lì si esaurisce, senza più valore, senza possibilità di espressione. Il mondo è sempre e comunque solo tutto ciò che accade, non quello che diciamo: solo il presente esiste. Solo il presente. Il pensiero, la riflessione e le proposizione su di loro sono solo mangime per uccelli morti.

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