venerdì, agosto 10, 2007

Logica irrazionale

Un asserto può essere vero o falso, non esiste una terza possibilità. Ma realmente un asserto può essere solo vero o falso?
La Logica aristotelica, che è anche la base della nostra Logica occidentale, prende la definizione di «Logica a due valori» proprio da questo principio. È infatti tipicamente occidentale dividere la realtà in estremi opposti e inconciliabili, buono e cattivo, morale e immorale, bene e male, anima e corpo, materia e spirito. «A o non A», da questa dicotomia non si scappa, non si è mai scappati, e la Fisica, fino alla prima metà del secolo scorso, costituiva il fiore all’occhiello di questo principio.
Scrive Paolo Accomazzi nel suo sito:
"La logica aristotelica, che è anche la base della nostra logica occidentale, prende la definizione di logica a due valori proprio da questo principio. E' infatti tipicamente occidentale dividere la realtà in estremi opposti ed inconciliabili, buono e cattivo, morale ed immorale, bene e male, anima e corpo, materia e spirito.
Questi semplici e innoqui giochi di parole nascondono delle prese di posizione che se non esplicitate a dovere possono far nascere delle profonde contraddizioni. Queste contraddizioni sono insite nel nostro modo di pensare e di concepire la realtà, e ce le portiamo dietro finchè non riusciamo ad identificarle alla radice. La Meccanica Quantistica, in quanto a volte in conflitto con la nostra idea classica di razionalità, ci aiuta in questo processo di chiarimento di cos'è veramente la realtà al di là dell'idea che noi ci siamo fatti di essa. Essa ci aiuta ad identificare le proprietà vere del mondo e a chiarire che l'intelligibilità del reale in termini razionali non è una proprietà del mondo ma è una proprietà del nostro modo di guardare alla realtà. E' come una persona con un paio di occhiali con le lenti rosse sul naso, che insiste a dire che tutto è colorato di rosso.
La Meccanica Quantistica, con le straordinarie sfide che impone al nostro tentativo di comprendere, è una maestra preziosa nell'opera di aiutarci a distinguere quanto della realtà abbiamo compreso veramente e quante sono invece le idee preconcette che derivano dal nostro modo di osservare la realtà. La logica a due valori è troppo povera per descrivere la realtà."
E penso che abbia ragione: la Fisica ha storicamente e moralmente il compito di indagare l’Universo, di percepirlo per quello che realmente è, ovvero di guidare l’uomo verso un forma finale di illuminazione, proprio come inteso nel sacro testo indiano. Il percorso intrapreso da questa elitaria e raffinata scienza iniziò secoli addietro, grazie ad alcuni filosofi che operarono una drastica scelta, decidendo che una e una sola era la logica della Natura e che altrettanto unico era il linguaggio in cui la Natura si esprimeva. Questa Logica era quella aristotelica, mentre il linguaggio eletto era la Matematica: perché si arrivò a questa scelta? Perchè il linguaggio allegorico dell'Alchimia non fu sufficiente? Perchè il linguaggio sacro dell'induismo non fu così forte?

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