Lei: E come definiresti la sensazione che hai?
Lui: Non saprei... è una specie di dolore... di fitta leggera e costante... proprio sopra lo stomaco...
Lei: Un dolore, quindi... sei sicuro che sia un dolore? Provi un malessere fisico?
Lui: Sì... provo un senso di malessere, esatto. Una specie di nausea, misto a qualcosa che non saprei spiegare bene...
Lei: Non ci credo che non lo sai spiegare... riesci a parlare di qualsiasi cosa, facendo capire i concetti più complessi... rifletti su questo malessere... dimmi le cose che ti vengono in mente.
Lui: A volte vertigine... nausea... malessere, l'ho già detto... non saprei: è più come quando si ha tanta fame e tanta sete... no, più quando si ha fame, lo stomaco brontola perchè è vuoto...
Lei: Che c'è? Cosa pensi?
Lui: Vuoto, ecco cosa sento: un'opprimente sensazione di vuoto che nasce poco sopra la pancia e sotto il diaframma, qui, proprio qui. E' un vuoto, un'assenza che opprime, un senso di solitudine misto a desiderio... un vortice che si genera dentro e che cerca qualcosa...
Lei: Vedi che sei bravo a spiegare le cose...
Lui: Già, valesse qualcosa questa mia bravura... non vale nulla, come tutto il resto.
Lei: Perchè dici così? Molti direbbero che la tua vita è interessante... tu non sei d'accordo?
Lui: No. Non sono d'accordo. La mia vita è vuota. E' assenza.
"Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte" (parole di Alessandro Baricco)
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