...per non piangere da solo. (parole di Fabrizio De André)
Passi rapidi che si specchiano di sfuggita nelle pozze in movimento incontrate per strada. Il rumore dei suoi passi è un'alternanza di acquose sonorità e muti passaggi su foglie che ormai sono tutt'uno con l'asfalto. L'autunno è entrato da un po' nel suo ultimo mese, ma sembra già essere capitolato di fronte all'inverno, padrone incontrastato di questi ultimi giorni. E' un continuo di vento e pioggia, ma dei due è quest'ultima che ha sempre mal sopportato: odia gli ombrelli e per questo è destinato a bagnarsi quando decide di uscire sotto la pioggia, sia essa scrosciante come poco fa, che fine e calma come è ora. Ma è l'effetto di bagnarsi che lo infastidisce: in realtà, pensandoci meglio, la pioggia gli piace. Malinconica e democratica, ha un suo fascino e un chiaro effetto emotivo sugli animi di tutti. Senza accorgersi del mondo esterno, ma concentrato solo sui giochi d'acqua che lo circondano, è già arrivato a destinazione: nell'aria viene trasportata a fatica una musica che sembra essere più lontana di quello che è in realtà... note dolci e tristi, di corde leggere e popolari... un piccola porta intorno al verde, sembra quasi un portale magico che lo attende per trasportarlo in un altro mondo: butta la cicca a terra e la osserva per un po' morire ed essere portata via... e poi attraversa il portale, lavato un poco dai suoi peccati da una pioggia gentile. E' un tango quello che lo aspetta dall'altra parte, un tango triste...
"Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime" (parole di Jim Morrison)