Vivo in città, anzi vivo nella Città, amata (da me) e odiata (da altri). Non sono il tipo da campagna, nel senso che non ci ho mai vissuto: sono cresciuto fra i palazzi, a ridosso della pineta, e l'unico rumore che sono (ero) solito sentire prima di andare a dormire è (era) il rumore del mare durante l'inverno e gli schiamazzi degli stabilimenti in festa nell'estate. Mi piace la campagna però e non nego che sogno un futuro (fra i mille che la mia mente da sognatore crea) con un orticello tutto mio in un paesino sperduto... ma ci credo davvero? Comunque, esiste un momento in campagna nel quale tutto tace: perchè non so se lo sapete, ma il silenzio dalla Natura non è contemplato. Quando tutto tace c'è davvero da preoccuparsi... ma in campagna esiste un attimo ben preciso nel quale il silenzio è aspettato, necessario, normale: si tratta di pochi minuti, poco dopo il tramonto, ma prima che il cielo diventi scuro, quando è di quella bella tonalità di blu, proprio come il mare più limpido e pulito... in quei minuti, grilli e cicale si danno il cambio e nel farlo ci mettono un po'... non si sente niente, nessun rumore, tutt'al più il cigolare di un dontolo di legno... in quel silenzio non ti viene neanche da pensare: da quando non provavo quella sensazione? La testa leggera, il corpo anestetizzato, la mente libera da ogni pensiero... tutto spento, tutto fermo... un miracolo inaspettato.
"Gli dei ci creano tante sorprese: l'atteso non si compie, e all'inatteso un dio apre la via" (da Baccanti di Euripide)
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