"Tutti da natura siamo pronti più a biasimare gli errori, che a laudar le cose ben fatte" (parole di Baldassarre Castiglione)
Vale per tutti, ma soprattutto vale per me. Non mi perdono mai niente, non mi sono mai perdonato nessuno dei miei passati errori e non inizierò a farlo sicuramente ora, che ho commesso un errore gravissimo. Ho rotto qualcosa di bello, di veramente bello: non c'è da girarci intorno. E' rotto, si vede, si sente: non poteva resistere a quest'ondata di follia karmica e non... che faccio ora? Fossi un bambino, scapperei a nascondermi: da piccolo andavo a dormire desiderando con tutte le mie forze che il sogno si portasse via questa realtà rotta e me ne desse una nuova... inutile dire che non ha mai funzionato. Forse perchè non sono un bravo sognatore o forse perchè non è così che gli dei vogliono.
Ora sono grande, mi vanto di esserlo e pare che il mondo mi tratti in questo modo, quindi volente o nolente lo sono e uno grande quando fa un guaio per prima cosa ne prende coscienza, con se stesso prima ancora che con gli altri. Non mi perdono per l'errore, chiedo scusa a chi si è beccato i frammenti taglienti. Ma non è finita qui, non può essere finita: troppo comodo per me. Rimetto insieme i pezzi: potrebbe essere una soluzione. Altra cosa che facevo da piccolo era quella di incollare. Ero bravo ad incollare: ritagliare e incollare, compravo anche un giornalino che si chiamava MiaoMiao, almeno se ricordo bene. Allora tagliavo e incollavo e costruivo: davo forma tridimensionale e reale a cose che erano piatte e solo in potenza. Un piccolo demiurgo insomma... vabbò, deliri di onnipotenza. Non serve la colla. Non vale rincollare: i pezzi sono pezzi e si lasciano a terra per ricordare.
Allora si deve fare, se si è veramente grandi, si deve rifare: ricostruire, riplasmare. Prendersi il carico delle proprie responsabilità e ricostruire quello che si è rischiato di perdere: nei frantumi c'è ancora tutto, tutta la memoria, tutti i sentimenti, tutta l'esperienza. Plasmare di nuovo è questo che voglio fare: plasmare di nuovo tutto, me stesso, le mie relazioni, il mio rapporto con il mondo e soprattutto con una persona che si è presa ingiustamente e per coraggio le schegge impazzite. Non mi interessa per colpa di chi il vaso è caduto: sono adulto, mi prendo le mie colpe e continuo, con più gioia e più entusiasmo.
Ieri ho scritto un post che il blog ha cancellato per un problema di connessione: magari più in là cerco di nuovo la citazione di Hesse che conteneva.
Ma ricordo bene alcune frasi: scoprire la gioia del darsi, dell'essere senza esigenze e dell'aiuto servizievole. E' quella la mia strada. Niente egoismi, niente rimpianti, niente tragedie. Tutti sbagliano. Io sbaglio. Tutti possono imparare. Io posso imparare.
Non è una tragedia, è solo un accidente e agli accidenti si può porre sempre rimedio. Crescendo. Stando vicini gli uni agli altri e perdonando con le parole ma anche e soprattutto con il cuore.
Incomincio allora... dove trovo della creta fresca? :-)
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