"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
(da La Luna e i Falò di C.Pavese)
E' proprio vero: ci vuole un posto che ci ha visto nascere, che possiamo chiamare sempre casa, che non ci fa sentire soli, dove c'è sempre qualcosa di tuo... ci vuole un posto del genere, ma cosa accade quando ci si accorge che non esiste un posto così? E che invece si tratta più semplicemente e terribilmente di una persona? Meglio, si potrebbe dire, con una persona si può parlare, giocare, insomma è meglio di un paese: sì, è vero, è meglio, molto meglio di un paese... più calda, reale, amorevole... ma un paese è eterno, in fin dei conti, non smetterà mai di esistere, o comunque viene facile pensarlo e ingannarsi in questo pensiero di eternità... una persona non è eterna, una persona si fa vecchia, si piega sotto gli anni, le preoccupazioni, le delusioni, i sogni ormai divenuti ricordi falsi... una persona in generale non è per sempre come un paese... e quando quella persona avrà la pace che tanto merita, cosa ne sarà del mio "luogo": chi ci sarà più ad aspettarmi?
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