venerdì, maggio 23, 2008

Caro Alessandro...

...ieri sera ti ho visto e mi hai permesso di guardare dove ho sempre avuto paura di dirigermi; inutile girarci intorno, il punto e' cruciale; la via che stai percorrendo, io non ho avuto il coraggio di intraprenderla, posso dare alla parola coraggio tante sfumature ma la sostanza non cambia; di fronte alla scelta di camminare da solo per allontanarmi dal mondo non ho mai trovato una ragione sufficientemente forte che giustificasse questa mia azione di fronte alla sofferenza che avrei generato nelle persone che mi amavano; puoi chiamarla codardia ovviamente ed e' il nome che le ho dato io, sta di fatto che non ho mai creduto a sufficienza che la mia liberazione valesse una lacrima delle persone addormentate che avevo intorno. Non voglio proseguire in una analisi psicologica del mio gesto tanto inutile quanto sterile, ma dirti che ti stimo davvero tanto e sento la sofferenza che vivi ma che e' destinata solo ad aumentare fino a bruciare tutto.
Da parte mia quello che faccio e' andare nella direzione opposta, rimango nel buio dell'esistenza quotidiana tentando di realizzare in ogni momento che non e' diverso dalla luce, guardo mio figlio colmo di amore tentando di non dimenticare che la vita puo' lasciar posto alla morte in ogni istante eppure senza smettere di amare.
Come nelle parole di Guareschi in questo ultimo zazen, di fronte ad un cesto pieno di frutta un po' marcia un po' fresca il Bodhisattva se inizia a mangiare non sceglie la frutta marcia per lasciare agli altri la migliore ma mangia tutto senza scegliere mai, e' un po' questa la metafora che mi guida ben cosciente del rischio di addormentarmi di nuovo ( o forse di non essermi mai svegliato) ma con una piccola intuizione che a volte balena e mi fa ridere bonariamente di questo fatto sapendo che forse neanche il mio risveglio e' poi cosi' importante.
Per quello che riguarda te oltre ad abbracciarti pieno di affetto le uniche parole che mi si stampano in mente da dedicarti sono:

"Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine! "

Gassho.

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