"Questo libro contiene le memorie lasciate da quell'uomo che, con un'espressione usata sovente da lui stesso, chiamavamo il "lupo della steppa"(dal Lupo della Steppa di Hermann Hesse)
Il lupo della steppa (Der Steppenwolf, 1927) è un libro duro, amaro e forte: parla della solitudine di un uomo poco piacevole, ma anche della solitudine in cui tutti noi viviamo e ci costringiamo a vivere, a volte senza motivo e altre volte per ottime ragioni. E' un libro che lascia il segno, una ferita, un piccolo squarcio difficile da sanare, difficile da ricucire... forse perchè ci si accorge che è una ferita che ci parla e ci insegna molte cose.
E allora ci si paralizza, bloccati nella dinamica crudele del non agire, divisi fra l'uomo, che vuole unirsi ai suoi simili nel mondo, e il lupo, che tende a estraniarsi e a fuggire tutto... una tensione che non produce reazione, uno stato di equilibrio terribile, circondato da invalicabili muri di convenzioni e di desideri inespressi...
Leggetelo questo libro, ne vale la pena e non voglio dirvi nient'altro se non che alcune volte preferisco anch'io una giornata di inteso dolore al posto di quelle giornate che ti scivolano addosso, fra la noia e la piacevolezza... capisco il povero Harry Haller e anche voi lo capirete...
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