venerdì, ottobre 08, 2010

Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un'altra maniera.

"La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento" (parole di Jean Paul Sartre)

La mia visione delle cose. Il mio mondo. I miei colori e le mie sensazioni. Non appartengono che a me, esistono solo per me. E' impossibile comunicarle: ogni tentativo è un'inutile perdita di tempo. Per quanto ti possano arrivare vicino le persone, rimangono sempre lontane, nella misura in cui la tua condizione non è communicabile ad altri se non a se stessi. Si dovrebbe fare ermeneutica della propria anima, sulla propria anima, per la propria anima... interpretare se stessi, tradursi agli altri... impresa inutile. Meglio far finta di niente e, appunto, chiudersi a riccio. Anche il mal di testa alla fine passa.

Nessun commento: