lunedì, febbraio 08, 2010

Vivere è come scolpire

"...occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro" (parole di Mauro Corona)

Ho messo in attesa una riflessione dell'ora di pranzo che credo meriti di essere recuperata. Si dibatteva, fra un lamento e uno scherzo, del significato dell'atto di "condividere": perchè lo si fa? per chi lo si fa? e cosa vuol dire esattamente condividere?
Ovviamente le tesi sono state le più varie e troppo poco il tempo per giungere ad una conclusione, se mai potesse esservene una. A mio avviso occorre interrogarsi sul significato del termine per poter poi andare oltre... curiosamente ho trovato questa serie di sinonimi per il verbo "condividere":
  • associarsi, partecipare
  • appoggiare, approvare, sottoscrivere
Lo trovo interessante: pare che la condivisione sottointenda sia la partecipazione che l'approvazione, dell'altro e con l'altro. Quindi, se sento l'esigenza di condividere con qualcuno, automaticamente dovrei farlo solo con chi è già in accordo con me: condividere con il mondo è utopico in questo senso. Ma non potevo aspettarmi altro dalla lingua sconfitta dalla democrazia... questo però è un altro discorso!
Rpenso alla prima riflessione da cui tutto il discorso è nato. Rifletto sul fatto che il mondo non è solo nero o solo bianco, pare sia grigio... ma nel grigio e dal grigio come riemergo nel mondo? Le sfumature confondono e fanno comodo. Le bicromie sono fastidiose ma più sincere. Rimango un po' confuso perchè le parole vanno in un verso, le azioni in un altro... e in tutto questo mi chiedo che fine abbia fatto il punto centrale del collasso... vabbè, deliri di un lunedì mattina: capita anche ai peggiori!

Perché vogliamo la sfumatura ancora,
Non Colore, ma solo la sfumatura!
Oh! la sfumatura solo accoppia
il sogno al sogno e il flauto al corno!

(parole di Paul Verlaine)

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