giovedì, dicembre 25, 2008

Parenti stranieri

Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri? (parole di Honoré de Balzac)

Non mi è concessa la semplicità, forse perchè non la cerco o forse perchè karmicamente non la merito ancora. Eppure non mi lamento ma, al contrario, gioisco per quello che non è accaduto e per quello che invece si è rivelato: intanto, come al solito, rifletto e mi perdo nel mio stesso pensiero... i parenti diventano stranieri, in questi giorni come e non più che in altri, ma ora me ne rendo conto di più e, cosa peggiore, non sono il solo a rendersene conto: voci tristi e interdette che al telefono accampano scusa non richieste vanno di pari passo con voci vicine ma sconosciute, che riportano discorsi sentiti mille volte e da mille anni per me vuoti di significato. Voci che mi costringono in entrambi i casi a mentire o forse mento loro per ingannare un po' tutti e trasformare l'aria opprimente e pesante delle feste in una brezza un po' più leggera... intanto le voci di parenti stranieri rimangono per ore nella stanza e vorresti non sentirle più, vorresti solo dormire e dormire ancora, riposarti perchè un po' pensi di meritarlo... e ancora vorresti solo il dolce abbraccio delle tue camelie lontane: per fortuna che il loro calore supera le distanze e senza affievolirsi arriva fino a qui... la loro voce, l'unica che vuoi sentire, l'unica che vorresti nell'aria, l'unica vera voce che ti parla. E in fondo a quello che potrebbe essere qualcosa di triste, ancora una volta vedi la ruota girare e la gioia nascosta dalla paura spunta trionfante: il vero Natale, quello delle mie dolci Camelie.

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