lunedì, agosto 25, 2008

Piccola riflessione sul tempo (parte II)

"Certe volte mi domando perché sia stato proprio io a elaborare la teoria della relatività. La ragione, a parer mio, è che normalmente un adulto non si ferma mai a riflettere sui problemi dello spazio e del tempo. Queste sono cose a cui si pensa da bambini. Io invece cominciai a riflettere sullo spazio e sul tempo solo dopo essere diventato adulto. Con la sola differenza che studiai il problema più a fondo di quanto possa fare un bambino." (parole di Albert Einstein)

Cosa ha un bambino che non ha più un adulto? Molte cose, direte giustamente... ed è vero, ma ha una cosa speciale che gli adulti tendono a dimenticare: il gusto del presente. Per un bambino esiste davvero solo il qui e ora, niente strutture del passato e del futuro... sì, perchè il passato e il futuro, l'intera linea temporale insomma, come dice Einstein, è una struttura relativa all'osservatore, non universale... però il tempo scorre, si potrebbe dire, ma lo si potrebbe dire perchè? In base a cosa? In realtà l'unica cosa che possiamo dire è che consumiamo energia e ci spegnamo, esattamente come fanno le stelle: ci consumiamo, inesorabili soli di carne e sangue, andiamo verso l'Entropia, ma il nostro è appunto un "movimento", una tendenza biologica allo zero, alla morte. Dov'è il tempo in tutto questo? Il buon Albert ce lo dice: il tempo è dispiegato intorno a noi, disteso come lo è lo spazio che ci circonda. Una colonna in un tempio antico non è forse in un luogo dello spazio, prima anche che la vediamo con i nostri occhi? Lo spazio appare naturalmente dispiegato e di questo non ci stupiamo, ma perchè se affermo che anche il tempo è dispiegato intorno a noi, molti strabuzzano gli occhi, invocando Libertà e Fato a difesa dell'autonomia del Tempo?
Ancora una volta questione di categorie: un punto nello spazio, grazie ad Einstein, è diventato un punto nello spazio-tempo, ovvero un evento... quindi, come un punto nello spazio è già dispiegato, così ogni evento nello spazio-tempo è già dispiegato... allora, grazie ad Albert, capisco il segreto supremo dei bambini: esiste solo il qui e ora, nient'altro.

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