Salve, o madre degli dei, dai molti nomi, dalla bella prole;
salve, o Ecate, custode delle porte, di gran potenza;
ma anche a te salve, o Giano, progenitore, Zeus imperituro;
salve Zeus supremo;
rendete luminoso il cammino della mia vita,
colmo di beni, stornate i funesti morbi
dalle mie membra, e l'anima, che sulla terra delira,
traete in alto, purificata dalle iniziazioni che risvegliano la mente.
Vi supplico, tendetemi la mano, e le divine vie
mostratemi, ché le desidero; la luce preziosissima io voglio mirare,
onde m'è dato fuggire la turpitudine della fosca generazione.
Vi supplico, porgetemi la mano, e con i vostri soffi
me travagliata sospingete nel porto della pietà.
Salve, o madre degli dei, dai molti nomi, dalla bella prole;
salve, o Ecate, custode delle porte, di gran potenza; ma anche a te
salve, o Giano, progenitore, Zeus imperituro; salve Zeus supremo.
(Inno ad Ecate e a Giano di Proclo)
E così sia.
Congiungimenti sono intero e non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l'uno dall'uno tutte le cose. (dal Frammento n.10 di Eraclito di Efeso)
giovedì, dicembre 31, 2009
mercoledì, dicembre 30, 2009
Chi bbèn' attàcche, bbèn asciòjje.
Vulesse fa’ ‘revenì pe’ n’ora sole
lu tempe belle de la cuntentezze, quande pazzijavame a vola vola e te cupre’ de vasce e de carezze.
E vola, vola, vola, vola, vola e vola lu pavone, si tiè lu core bbone mo fammece arpruvà.
‘Na vote pe’ spegnà lu fazzulette, so’ state cundannate de vasciarte. Tu te scì fatte rosce e me scì ditte di ‘nginucchiarme prima e d’abbracciarte.
E vola, vola, vola, vola e vola la ciaramella, pe' n'ore cuscì belle vulesse sprufunnà.
Nà vota 'r'na pupuccia capricciosa, purtive trecci appese e lu fruntine, mo ti si fatte serie e vruvignose, ma ss'ucchie me turmente e me trascine.
E vola, vola, vola, vola e vola lu gallinacce, mo si ti guarde ‘n facce mi pare di sugnà.
Come li fiure nasce a primavere, l’ammore nasce da la citilanze. Marì, si mi vuò bbene e accome jere, né mi luvà stù sogne e sta speranze.
E vola, vola, vola, vola e vola lu cardille, nu vasce a pizzichille
né mi le può negà.
In certi giorni non c'è pioggia, imprevisti e fretta che reggano: certi giorni nascono belli e muoiono bellissimi, senza che niene e nessuno possano imperdilo.
lu tempe belle de la cuntentezze, quande pazzijavame a vola vola e te cupre’ de vasce e de carezze.
E vola, vola, vola, vola, vola e vola lu pavone, si tiè lu core bbone mo fammece arpruvà.
‘Na vote pe’ spegnà lu fazzulette, so’ state cundannate de vasciarte. Tu te scì fatte rosce e me scì ditte di ‘nginucchiarme prima e d’abbracciarte.
E vola, vola, vola, vola e vola la ciaramella, pe' n'ore cuscì belle vulesse sprufunnà.
Nà vota 'r'na pupuccia capricciosa, purtive trecci appese e lu fruntine, mo ti si fatte serie e vruvignose, ma ss'ucchie me turmente e me trascine.
E vola, vola, vola, vola e vola lu gallinacce, mo si ti guarde ‘n facce mi pare di sugnà.
Come li fiure nasce a primavere, l’ammore nasce da la citilanze. Marì, si mi vuò bbene e accome jere, né mi luvà stù sogne e sta speranze.
E vola, vola, vola, vola e vola lu cardille, nu vasce a pizzichille
né mi le può negà.
In certi giorni non c'è pioggia, imprevisti e fretta che reggano: certi giorni nascono belli e muoiono bellissimi, senza che niene e nessuno possano imperdilo.
mercoledì, dicembre 23, 2009
Shab-Yazda
Mithra imperatore dei mari e degli oceani,
divulgatore dei venti e dei flussi,
sovrano delle lingue di fuoco e madre della terra,
Tutto domina e tutto soggiace con grande dolcezza e fermezza.
Il Corvo
E' il primo grado iniziatico, simboleggiava la morte del neofita. Nella Persia antica era abitudine esporre cadaveri sulle torri funerarie perché fossero mangiati dai corvi. Il Corvo, come simbolo della morte, può anche essere visto su alcune carte dei tarocchi come la carta numero 13, invece della Morte. A questo punto il neofita muore e rinasce in un corso spirituale. Al neofita veniva assegnato un mantra da ripetere e i suoi peccati venivano lavati nell'acqua, con il battesimo.
Il neofita si desta dal lungo sonno in cui ha dormito per molti anni e si apre a una nuova esperienza che è quella della luce; apre le porte del suo io per spogliarsi ed entrare nudo nella luce.
Il grado del Corvo è sotto la protezione di Mercurio. Simboli che appartengono a questo grado: corvo, cadduceo, ariete, tartaruga, lira, vaso.
Il simbolo del corvo è presente sia nel mitreo di S. Prisca a Roma sia nel Mitreo delle Dura-Europo sull'Eufrate in Siria che in molti altri siti.
divulgatore dei venti e dei flussi,
sovrano delle lingue di fuoco e madre della terra,
Tutto domina e tutto soggiace con grande dolcezza e fermezza.
Il Corvo
E' il primo grado iniziatico, simboleggiava la morte del neofita. Nella Persia antica era abitudine esporre cadaveri sulle torri funerarie perché fossero mangiati dai corvi. Il Corvo, come simbolo della morte, può anche essere visto su alcune carte dei tarocchi come la carta numero 13, invece della Morte. A questo punto il neofita muore e rinasce in un corso spirituale. Al neofita veniva assegnato un mantra da ripetere e i suoi peccati venivano lavati nell'acqua, con il battesimo.
Il neofita si desta dal lungo sonno in cui ha dormito per molti anni e si apre a una nuova esperienza che è quella della luce; apre le porte del suo io per spogliarsi ed entrare nudo nella luce.
Il grado del Corvo è sotto la protezione di Mercurio. Simboli che appartengono a questo grado: corvo, cadduceo, ariete, tartaruga, lira, vaso.
Il simbolo del corvo è presente sia nel mitreo di S. Prisca a Roma sia nel Mitreo delle Dura-Europo sull'Eufrate in Siria che in molti altri siti.
lunedì, dicembre 21, 2009
fare a pezzi l'anima
C'è qualcosa dentro di me
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c'è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
E se una vita finisce qua
Quest'altra vita presto comincerà
Nel tuo letto la novità
E' fare a pezzi l'anima
Ma la violenza della stabilità
E' un modo di morire a metà
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c'è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili
Un bacio sporco sa
Come un milione di anime
E se una vita finisce qua
Quest'altra vita presto comincerà
So che puoi
Gettarmi via
Ma ciò che vuoi
Lo voglio anch'io
E' troppo, troppo presto
E' male
Le tue labbra sono nude
Sai che è solo il tempo
A rivelare la stagione
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
Un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
E anche tu hai qualcosa dentro di te
Che è sbagliato e ci rende simili
C'è qualcosa di nuovo per te
E' sbagliato perché non ha limiti
E anche tu hai qualcosa per me
E' sbagliato ma ci rende simili
E' sbagliato ma ci rende simili
E' sbagliato ma ci rende simili
(parole e musica degli Afterhours)
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c'è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
E se una vita finisce qua
Quest'altra vita presto comincerà
Nel tuo letto la novità
E' fare a pezzi l'anima
Ma la violenza della stabilità
E' un modo di morire a metà
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c'è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili
Un bacio sporco sa
Come un milione di anime
E se una vita finisce qua
Quest'altra vita presto comincerà
So che puoi
Gettarmi via
Ma ciò che vuoi
Lo voglio anch'io
E' troppo, troppo presto
E' male
Le tue labbra sono nude
Sai che è solo il tempo
A rivelare la stagione
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
Un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
E anche tu hai qualcosa dentro di te
Che è sbagliato e ci rende simili
C'è qualcosa di nuovo per te
E' sbagliato perché non ha limiti
E anche tu hai qualcosa per me
E' sbagliato ma ci rende simili
E' sbagliato ma ci rende simili
E' sbagliato ma ci rende simili
(parole e musica degli Afterhours)
condannato a essere libero
"Ogni cosa ha il suo prezzo, ma nessuno saprà quanto costa la mia libertà" (parole di Edoardo Bennato)
In questi giorni si fa gran parlare di libertà: di stampa, di opinione, di pensiero, di azione... ogni giornale e (immagino) ogni televisione stanno ragionando se e come sia possibile mantenere la libertà in un paese democratico: ma si interrogano su qualcosa che conoscono o solo su un'idea? Prima ancora di chiederci e di gridare al mondo di un'ipotetica libertà in pericolo, chiediamoci se quella che difendiamo è la vera e autentica libertà: anni di costrizioni di una società dai tre volti diabolici ci hanno intorpidito le menti e gli animi. E siamo arrivati al punto in cui non sappiamo veramente più cosa sia l'autentica libertà: liberi di urlare, liberi di essere quello che siamo, liberi di comprare quello che vogliamo. Ma cosa gridare, cosa essere e cosa volere lo hanno già deciso per noi: siamo come piccoli criceti ai quali vogliono rimpicciolire la gabbia e allora ci lamentiamo, perchè le sbarre così vicino ci danno fastidio... ma alla fine sempre e comunque per anni e anni abbiamo vissuto in una piccola e stupida gabbia, guardati a vista dai nostri padroni. Mi pare assai stupido gridare ora... e forse ormai anche inutile...
"Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo" (parole di Voltaire)
Voltaire, ma va a cagare!
In questi giorni si fa gran parlare di libertà: di stampa, di opinione, di pensiero, di azione... ogni giornale e (immagino) ogni televisione stanno ragionando se e come sia possibile mantenere la libertà in un paese democratico: ma si interrogano su qualcosa che conoscono o solo su un'idea? Prima ancora di chiederci e di gridare al mondo di un'ipotetica libertà in pericolo, chiediamoci se quella che difendiamo è la vera e autentica libertà: anni di costrizioni di una società dai tre volti diabolici ci hanno intorpidito le menti e gli animi. E siamo arrivati al punto in cui non sappiamo veramente più cosa sia l'autentica libertà: liberi di urlare, liberi di essere quello che siamo, liberi di comprare quello che vogliamo. Ma cosa gridare, cosa essere e cosa volere lo hanno già deciso per noi: siamo come piccoli criceti ai quali vogliono rimpicciolire la gabbia e allora ci lamentiamo, perchè le sbarre così vicino ci danno fastidio... ma alla fine sempre e comunque per anni e anni abbiamo vissuto in una piccola e stupida gabbia, guardati a vista dai nostri padroni. Mi pare assai stupido gridare ora... e forse ormai anche inutile...
"Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo" (parole di Voltaire)
Voltaire, ma va a cagare!
venerdì, dicembre 18, 2009
per tutta la mia stanchezza e la mia mia guittezza...
Alle prese con una verde milonga
il musicista si diverte e si estenua...
E mi avrai verde milonga che sei stata scritta per me
per la mia sensibilità per le mie scarpe lucidate
per il mio tempo per il mio gusto
per tutta la mia stanchezza e la mia mia guittezza.
Mi avrai verde milonga inquieta che mi strappi un sorriso
di tregua ad ogni accordo mentre mentre fai dannare le mie dita...
Io sono qui sono venuto a suonare sono venuto ad amare
e di nascosto a danzare...
e ammesso che la milonga fosse una canzone,
ebbene io, io l'ho svegliata e l'ho guidata a un ritmo più lento
così la milonga rivelava di se molto più,
molto più di quanto apparisse la sua origine d'Africa,
la sua eleganza di zebra, il suo essere di frontiera,
una verde frontiera...
una verde frontiera tra il suonare e l'amare,
verde spettacolo in corsa da inseguire...
da inseguire sempre, da inseguire ancora,
fino ai laghi bianchi del silenzio fin che Athaualpa
o qualche altro Dio non ti dica descansate niño,
che continuo io... ah... io sono qui,
sono venuto a suonare, sono venuto a danzare,
e di nascosto ad amare...
(parole e musica di Paolo Conte)
il musicista si diverte e si estenua...
E mi avrai verde milonga che sei stata scritta per me
per la mia sensibilità per le mie scarpe lucidate
per il mio tempo per il mio gusto
per tutta la mia stanchezza e la mia mia guittezza.
Mi avrai verde milonga inquieta che mi strappi un sorriso
di tregua ad ogni accordo mentre mentre fai dannare le mie dita...
Io sono qui sono venuto a suonare sono venuto ad amare
e di nascosto a danzare...
e ammesso che la milonga fosse una canzone,
ebbene io, io l'ho svegliata e l'ho guidata a un ritmo più lento
così la milonga rivelava di se molto più,
molto più di quanto apparisse la sua origine d'Africa,
la sua eleganza di zebra, il suo essere di frontiera,
una verde frontiera...
una verde frontiera tra il suonare e l'amare,
verde spettacolo in corsa da inseguire...
da inseguire sempre, da inseguire ancora,
fino ai laghi bianchi del silenzio fin che Athaualpa
o qualche altro Dio non ti dica descansate niño,
che continuo io... ah... io sono qui,
sono venuto a suonare, sono venuto a danzare,
e di nascosto ad amare...
(parole e musica di Paolo Conte)
giovedì, dicembre 17, 2009
e allora, quando arriva la sera?
"È sorprendente notare quante volte la 'saggezza matura' somiglia alla stanchezza" (parole di Robert Anson Heinlein)
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