"Signora libertà, signorina fantasia.
Signora libertà, Signorina anarchia.
Signora libertà, Signorina natura."
(Fabrizio De André)
Le parole di De André mi rimbalzano nella testa da sabato sera e gridano nella mia testa da sabato notte... e tralascio il fatto che domenica non mi abbiano dato tregua: che vale (in)seguire un percorso se poi si è sempre da soli quando si passa all'azione?
Mi sento come un soldato che viaggia al fianco del proprio plotone, tutti amici, tutti vicini, tutti "uno per tutti, tutti per uno", poi però, quando la linea della battaglia si rende visibile, ecco che il soldato si gira e si ritrova da solo... lontano riesce a vedere solo il suo Generale, fiero e impassibile, ma lui le sue battaglie le ha già vinte tanto tempo fa...
E allora il soldato gridando "Signora libertà" si getta nella pugna e attende che arrivi anche questa volta il colpo decisivo, o comunque l'ennesima dura e dolorosa ferita... immancabile, puntuale, inesorabile... ma un ragno che mi ricuce lo troverò sempre...
"Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso."
(Fabrizio De André)
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